Benessere Soggettivo e Felicità

Spazio eQuilibrio: Psicologia del Benessere e spunti di riflessione per affrontare la vita col sorriso. Buona lettura!

 

domande

 

Una delle parole più diffuse e (ab)usate nella nostra società è certamente ‘felicità.’

Se ci pensiamo per un momento, ci risulterà evidente che tanti dei nostri sforzi quotidiani sono motivati all’ottenere una qualche forma di felicità sia per noi sia per coloro che ci sono vicini. Dunque, è una parola della quale cogliamo al volo il significato ma che, se ci viene richiesto di definirla in modo compiuto, ci risulta vaga e, tuttalpiù, riusciamo a designarla facendo riferimento a episodi o eventi particolari della nostra vita. Certamente, il concetto di felicità è collegato ad altri come ‘qualità della vita’, ‘soddisfazione o appagamento di un desiderio (materiale e non)’, ‘appagamento’ o ‘benessere.’ Si potrebbe affermare che tale concetto sia il centro o l’oggetto proprio di studio della Psicologia Positiva o del Benessere ovvero il benessere soggettivo.

Tale costrutto psicologico può essere definito in tre modi:
1) In base a dei criteri esterni come le qualità o le virtù che esprimiamo alle altre persone attraverso i nostri comportamenti.
2) In base a dei criteri interni attraverso le proprie personali valutazioni su come si sta.
3) In base a una sorta di processo di pesatura tra la quantità di affettività positiva soggettivamente percepita rispetto alla quantità di affettività negativa soggettivamente percepita.

Da questa sommaria descrizione è possibile comprendere come il costrutto di benessere soggettivo sia da intendersi principalmente da un punto di vista in prima persona ovvero sulla base delle nostre valutazioni private su noi stessi e sul mondo, anche se una serie di cosiddetti ‘indici oggettivi’ possono essere utili a comprendere come si sente e cosa prova. Molto banalmente, al di là della nostra prospettiva soggettiva e personale, esistono tutta una serie di circostanze esterne a noi che influiscono direttamente sul nostro benessere e sulla nostra percezione di esso. In questo senso, una delle sfide più affascinanti e complesse della Psicologia Positiva o del Benessere è quello di trovare degli strumenti (questionari, protocolli di interviste strutturate o semi-strutturate, disegni sperimentali, ecc.) in grado di cogliere adeguatamente sia gli aspetti oggettivi (per esempio, il grado di ricchezza monetaria di una persona) sia gli aspetti soggettivi (per esempio, il livello di soddisfazione sul lavoro e nelle relazioni personali) e integrarli in modo coerente e adeguato.
Ritornando al tema della felicità, si può affermare che essa sembra essere direttamente collegata con il costrutto di benessere soggettivo appena esposta. Addirittura, si può affermare che il raggiungimento di un adeguato livello di benessere soggettivo sia alla base di quella che comunemente chiamiamo felicità. Tuttavia, è ancora motivo di dibattito tra gli psicologi positivi o del benessere su come articolare a livello teorico il rapporto tra felicità e benessere soggettivo. Secondo alcuni, la felicità altro non è che il possedere un buon livello di benessere soggettivo che permetta di affrontare quotidianamente le sfide giornaliere. Tuttavia, secondo altri il benessere soggettivo è una delle condizioni di partenza per ottenere la felicità, che però appare al momento ancora vagamente definita dagli psicologi positivi. La questione dunque sembra riguardare un problema di definizione teorica dei costrutti e di accordo tra i ricercatori. Intanto, possiamo domandarci se secondo noi, in base alla nostra esperienza personale, il benessere soggettivo sia identico o meno alla felicità.

Articolo del dott. Giuseppe Lo Dico